TRDC S.n.c.
Via Aldo Moro, 12
20088 Rosate (MI)
328 97 20 145
www.trdc-cucce.com
Contattaci al 3289720145
Scrivici a info@trdc-cucce.com
Vieni a trovarci in Via Aldo Moro, 12 a Rosate

TRDC
Build Your Dream

Funzionalitą e Risparmio

Blog

TRDC incontra Davide Corti

Pubblicato il 05 febbraio 2018 alle 07.15

TRDC incontra: Davide Corti 

Durante il nostro percorso professionale abbiamo deciso di dare il via al progetto "TRDC incontra", che ci consente di ascoltare e fare tesoro delle opinioni e dei consigli dei professionisti del settore cinofilo: in questo modo possiamo migliorare l'esperienza che ci impegniamo a fornire ai nostri clienti.

Il primo appuntamento è dedicato Davide Corti, medico veterinario.

Con l'aiuto di una giornalista d'eccezione, abbiamo incontrato Davide Corti, che ha risposto alle nostre domande sulla vita degli animali (e, in particolare, dei cani) che vivono all'aperto.

Per tutti coloro che vogliono far vivere il proprio animale all'esterno è importante sapere come creare e mantenere le migliori condizioni di vita possibili: in questo modo si crescerà un animale sano sotto ogni punto di vista, fisico e psicologico.

Quali sono gli accorgimenti da prendere? Che caratteristiche deve avere il ricovero che scelgo? Se faccio vivere il mio cane all'esterno, si sente abbandonato? Per tutte le risposte a queste e ad altre domande, date un'occhiata ai consigli che ci ha dato Davide Corti, buona lettura!



Ciao Davide, cominciamo subito con la prima domanda: parlaci un po' di te e del tuo lavoro.

Ho cominciato a lavorare con i miei cani e con i cavalli da quando avevo 6 / 7 anni, adesso ne ho 54…quindi sono un po' di anni! Mi sono laureato in medicina veterinaria con un’ottima votazione, con una tesi sperimentale sulla chirurgia del collo del cavallo; mi sono dedicato per diversi anni ai cavalli per poi spostarmi sugli animali d’affezione, quindi cani, gatti, animali da compagnia. Mi dedico alla chirurgia addominale, toracica, quindi pericardiocentesi e pericarditi, asportazioni di vasi polmonari (non faccio chirurgia sul cuore, ma sull’esofago, sulla trachea e intratoracica si) e degli arti, ginocchio – in particolare rottura del crociato anteriore, tetto plastico e anche. Sono tra i problemi più presenti tra i cani, come le varie displasie, del gomito, del ginocchio e delle anche.


Il settore del pet care negli ultimi anni si è evoluto molto. C’è sempre più richiesta di accessori e strumenti per migliorare la vita degli animali. Cosa ne pensi?

Si, c’è stato un boom, e c’è tuttora, è in evoluzione. Si tratta di strumenti ed accessori che riguardano sì gli animali che vivono in casa, ma soprattutto quelli che vivono all’aperto. C’è stata un vera e propria rivoluzione, per cercare di ottenere il meglio per i nostri animali domestici.


C’è qualcosa in particolare che ha davvero segnato un cambiamento per gli animali – i cani in particolare, che vivono all’esterno?

Sì, il coibentato. Prima veniva usato poco, venivano usati dei ritagli, non se ne percepiva la qualità e la funzionalità in relazione alla temperatura esterna alla quale è esposto il cane.


Ma ci sono dei benefici a far vivere un cane all’aperto?

Personalmente, penso di si. Io ho molossi che vivono fuori, e un barboncino che vive in casa con un gatto. I miei cani, che vivono all’aperto, stanno bene, non hanno mai niente, nessun problema, nemmeno un mal di pancia. Seguono le stagioni: c’è un adattamento fisiologico del loro metabolismo alla stagione, dal forte caldo al freddo compatibile con la nostra regione (qualche grado sotto zero, in media). Però loro sono abituati a stare fuori, e anche col freddo, li vedo che giocano e scodinzolano felici. È quello che consiglio a tante persone che hanno la possibilità di far vivere all’esterno i propri cani, ma poi vince il piacere di averli in casa, e lì subentra un altro tipo di affezione, cioè quella a trattarli come fossero dei bambini. Se devo considerare i miei cani come bambini, allora io preferisco che “i miei bambini” vivano fuori, nel mio giardino. C’è poi da considerare che tanti cani in casa hanno problemi derivanti dalla polvere e dai detergenti, che possono portare a dermatiti. I cani che vivono all’esterno vengono trattati per parassiti e quant’altro, senza incorrere in nessuna problematica. Per determinate razze ritengo che l’esterno sia la condizione migliore per un’ottima qualità di vita.


E invece conseguenze negative o svantaggi?

Ce ne sono se la gestione del cane all’aperto è scorretta, se non ci sono le condizioni ideali per cui il cane possa stare bene. Se il cane vive nello sporco, se non ha acqua fresca, se la ciotola è sporca…io penso sempre che i miei cani debbano mangiare come me, nel piatto pulito e con il bicchiere pulito. Se il cane è trattato bene e ha le condizioni ideali, ti darà il massimo; se il cane viene abbandonato, nello sporco, si comporterà di conseguenza. Io faccio vivere i miei cani come vivo io: il loro box, il loro sgambatoio devono essere rapportati alla mia realtà, deve essere sempre tutto pulito. Se l’igiene e la qualità della struttura dove ricovero il mio animale all’esterno sono al top, anche il cane sta bene.


Per quanto riguarda l’alimentazione, per i cani che vivono all’esterno bisogna prendere accorgimenti particolari?

Si, ci sono due grandi teorie sull’alimentazione: quella casalinga e quella “industriale”. Io ho optato, inizialmente, per quella casalinga, per poi passare a quella “industriale”, che fornisce ai miei cani un apporto proteico e di tutti gli elementi di cui hanno bisogno e mi trovo benissimo. I cani che vivono all’aperto devono mangiare, nella stagione invernale, degli alimenti ad alto contenuto energetico, perché i grassi vengono bruciati più rapidamente; nella fase estiva bisogna ridurre il contenuto energetico per passare ad un mantenimento di qualità. In questa maniera i cani staranno sempre bene. 


Come deve essere il box in cui vive il cane per permettergli di stare bene?

Sicuramente il box deve essere in coibentato, e all’interno del box è bene ci sia una cuccia, anche questa in coibentato, di modo che il cane non soffra né caldo, né freddo. L’unico accorgimento che prendo quando fa molto freddo è mettere all’interno delle cucce della paglia, che aiuta a mantenere il calore: quando vado a controllare i miei cani, io ho le mani ghiacciate, loro sono nelle cucce perfettamente al caldo. Inoltre l’orientamento dei box deve sempre essere verso il proprietario, in modo tale che ogni volta che passa qualcuno il cane possa interagirci. Il box non deve essere in una zona isolata, il cane ha continuo bisogno di socializzare, non solo quando gli si porta da mangiare o lo si fa uscire, altrimenti si possono creare danni psicologici. Il box deve essere inserito in un contesto “familiare”, in strutture dove hanno sempre un contatto con l’uomo.

Esistono poi box fatti in cemento, ma personalmente non mi piacciono. Si usavano una volta, sono sterili e, soprattutto le pareti di cemento sono sempre fredde, molto più di fredde di come possa essere un pannello in coibentato.

Per quanto riguarda invece ricoveri e cucce fatte in legno, è importante che non siano né di compensato, né di truciolato, ma di legno massiccio, devono essere fatte in maniera corretta. È assolutamente importante che i profili siano protetti, altrimenti il cane li morsica. Siccome il legno non è isolante, è bene che la cuccia di legno sia rialzata da terra, con uno spessore di gomma; inoltre il legno deve essere trattato, solo all’esterno, con del flatting (come quello che si usa per gli scafi delle barche) per evitare che si rovini con gli agenti esterni.


È vero che un cane lasciato all’aperto si sente abbandonato?

Assolutamente no, se vive all’aperto in una condizione “familiare”. Se invece rimane isolato, si adatta, ma non vive bene: sicuramente non è quello che voglio per i miei cani. Un cane abbandonato a se stesso poi diventa anarchico, vive la sua vita per i fatti suoi ed è difficile da recuperare. Il cane deve sempre interagire con la famiglia e con il proprietario, deve socializzare. Un cane che vive all’esterno, in condizioni corrette, ha le stesse caratteristiche fisiche e psicologiche di un cane che vive in casa. Non bisogna poi dimenticarsi che il cane ha comunque bisogno di essere portato a spasso, vedere luoghi e persone diverse, altrimenti avrà sempre paura di quello che non conosce. Ci vuole pazienza, tanto lavoro e costanza, per avere cani equilibrati e corretti. Tante volte poi succede che il cane che vive in casa diventi nervoso ed isterico, che faccia dei danni, e magari, per ovviare a questo problema, venga chiuso in gabbia: meglio che viva all’aperto allora!


Ci sono razze più predisposte o inadatte a vivere all’aperto?

I cani di piccola taglia possono sicuramente vivere bene in casa. Per cani che hanno attitudini diverse (come i molossi, per esempio) a vivere fuori ci guadagnano a livello di salute, di metabolismo, di vita in generale.

È anche vero che ho visitato un allevamento di barboncini che vivevano all’aperto e stavano benissimo. Il cane si adatta alle condizioni esterne, il pelo cresce per tenerlo protetto: se il ricovero è adatto, il cane non soffre.


Per finire, quali sono le tue conclusioni sugli animali che vivono all’aperto?

Se l’animale è gestito correttamente, la sua qualità di vita all’esterno è ottima. La giusta gestione prevede struttura e cuccia adatte all’aperto, studiate correttamente e robuste (se devo far vivere i miei cani in box di legno che vengono morsicati e con i chiodi a vista, tanto vale tenerli in casa), un livello di pulizia altissimo, un’alimentazione attenta e bilanciata. Se queste condizioni vengono rispettate, il cane vivrà sicuramente in salute e felice.


Queste sono le risposte che ci ha dato Davide Corti, cosa ne pensate? Secondo voi qual è la cosa più importante per far vivere bene un animale all'aperto? Fatecelo sapere!

Categorie: Interviste

Pubblica un commento

Attenzione.

Oops, you forgot something.

Attenzione.

Le parole inserite non corrispondono al testo fornito. Riprova.

0 commenti